Luca Rizzini, durante un’intervista con Mauro Riva, racconta della produzione armiera dell’azienda e della sua passione venatoria, l’una strettamente legata all’altra.
Fondata nel 1971 dal padre Isidoro Rizzini (da qui l’acronimo Fabbrica armi Isidoro Rizzini) F.A.I.R. negli anni si è sviluppata al punto di rappresentare al giorno d’oggi una realtà esportatrice dell’artigianato made in Italy in tutto il mondo.
Luca, dopo gli studi, ha immediatamente iniziato a lavorare all’interno dell’azienda unendo le due passioni fondamentali: la fabbricazione delle armi sportive e la caccia, passione che ha scoperto e pratica insieme a Isidoro dall’età di sei anni. Per quanto concerne l’aver intuito che questo sarebbe stato il suo lavoro per il futuro, racconta che ha potuto capirlo già a dieci anni quando con i cugini fabbricava fucili ad elastico.
L’attività venatoria prediletta è quella tradizionale bresciana e valtrumplina, ovvero la caccia alla migratoria in appostamento fisso.
La caccia con i cani da ferma invece si posiziona subito dopo:
“Pratico questa tipologia di caccia con amici e trovo che la cosa entusiasmante sia la camminata ed il contatto ancora più diretto con la natura. Diverse volte mi trovo a discutere dell’utilizzo dell’arma che porto con me in quanto, essendo un amante dei piccoli calibri, preferisco usare un fucile calibro 28 o 410.
Oltre alla caccia pratico anche le varie discipline del tiro sportivo, per questo motivo tendo a preferire tipologie di fucili che possono essere considerate polivalenti, adattabili quindi ad ogni genere di caccia e che montano possibilmente canne da 71 cm e strozzatori intercambiabili.
Personalmente prediligo il monogrillo selettivo. Il consiglio che mi sento di dare a qualsiasi genere di utilizzo dell’arma è quello di utilizzare le sicure automatiche: organo montato all’interno della batteria dell’arma che ti pone nelle condizioni di avere sempre l’arma in sicura, la quale è semplice da togliere una volta pronti a sparare.”

Al giorno d’oggi, grazie anche al miglioramento delle munizioni negli anni, sono stati riscoperti e rivalutati i piccoli calibri come 28 e 410 e Luca ne parla con entusiasmo:
“Con i cani da ferma, nelle situazioni in cui dobbiamo sparare ad una distanza massima di 25 metri, uso il mio fucile cal.28 perché, secondo il mio punto di vista, i piccoli calibri hanno delle performance molto positive in questi contesti. Ovviamente tutto questo dipende anche dal tipo di munizione che viene utilizzata.”

Rientra in questa gamma anche il fucile che Luca ha fabbricato come dono a Isidoro, a sua insaputa:
“Al compimento dei 60 anni ho regalato a mio padre un’arma che io e i miei fidati collaboratori abbiamo fabbricato di nascosto: un Jubilee calibro 28 con un’incisione a mano riportante il ritratto delle sue due nipoti. Questo è un prodotto particolare in quanto abbiamo usato un legno che ci era stato regalato da un caro amico, monta un calcio all’inglese ed un mirino in oro con brillante incastonato. Oltre a questo, sulla bascula è stato inciso in oro la frase “all’uomo, all’amico, al padre”, dedicata in quanto uomo di altri tempi, amico che trascorre con me giornate intere di caccia e padre che mi ha trasmesso tutto.”
Luca attribuisce tutto il merito al padre, classe 46, che lavora ancora in azienda seguendo il reparto ricerche e sviluppo e che rimane un perno importante per la creazione dei nuovi prodotti e per l’azienda.


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